La sinagoga di Casale Monferrato: un gioiello da scoprire

La sinagoga di Casale Monferrato: un gioiello da scoprire

Storia

La sinagoga di Casale Monferrato è un esempio di barocco piemontese ed è considerata una delle più belle d’Italia. Sorge nel centro di Casale Monferrato, comune che si estende sulla pianura, ai piedi delle colline del Monferrato e, come narra il sito della Comunità Ebraica,

“la vita della sinagoga di Casale cominciò con un contratto di locazione firmato il 17 settembre 1595, con l’affidamento dell’edificio ad un custode ebreo e, nei primi mesi del 1606, con la costruzione di un pubblico forno per il pane azzimo”.*

Prima sotto i Paleologhi e, successivamente, nel XVI secolo, sotto i Gonzaga, si sviluppa la prima comunità ebraica, dedita soprattutto al commercio: intorno alla metà del 1600, infatti, una delle famiglie più note, la famiglia Jona, diviene fornitore ufficiale di frumento per l’intera città.

Targa della sinagoga di Casale Monferrato (foto Davide Papalini, Licenza CCA)

La sinagoga fu costruita nel 1595 e ampliata successivamente per lo sviluppo della comunità. Tra il XVII e il XVIII secolo fu assorbita dal ghetto ebraico e, malgrado le restrizioni dell’epoca napoleonica, nel tempo fu sempre abbellita con opere artistiche.
Si compone di una grande sala rettangolare, orientata da nord a sud nel senso della lunghezza. La sala contiene l’armadio (aron), orientato verso Gerusalemme, che conserva i rotoli della Torah**. Nel XVIII secolo l’aron venne decorato con fregi e stucchi dorati e venne costruita la cantoria in legno. Intorno alla metà del 1800, la sala fu ampliata, venne costruito il porticato e realizzato sul pavimento un prezioso mosaico veneziano.

Segreti e testimonianza

Nei locali sotterranei della comunità è ospitato il Museo dei Lumi, che raccoglie pregevoli e preziose opere (le lampade di Chanukkah) realizzate da artisti ebrei e no, tra cui spicca il nome di Emanuele Luzzati. All’interno degli edifici annessi alla Sinagoga il museo conserva pezzi e documenti storici tra i quali si distinguono elementi decorativi dei rotoli della Legge (rimmonim e atarot), oltre a preziosi ed interessanti tessuti, ricamati a mano e finemente decorati.

Museo dei Lumi (www.casalebraica.info)

I confini del ghetto, istituito in epoca napoleonica, sono ancor oggi perfettamente riconoscibili, tra via Balbo, Via Roma e Piazza San Francesco, con le case dai cortili comunicanti e i numerosi passaggi interni. In via Alessandria è possibile vedere il gancio, usato per la chiusura del ghetto, e l’immagine sacra della Madonna, posta nel versante cristiano al confine con il quartiere ebraico. Ancora oggi sul cardine della porta di ingresso del ghetto, è presente una targa su cui si legge:

Qui, su questo cardine, le porte del ghetto ogni sera si chiudevano. Segno di discriminazione di servitù ma anche linea di contatto tra una comunità integra e attiva e una città generosa e tollerante. Il ricordo di questa reclusione ammonisca sempre contro l’antisemitismo e l’odio razziale.
1723 – 1848″

Cardine della porta del ghetto, Casale Monferrato (foto Pivari.com, Licenza CCA)


* Cfr. www.casalebraica.info
** Si designa specificamente con questo nome il Pentateuco, costituito dai primi cinque libri della Bibbia. La tradizione ha definito questi libri come Torah scritta, per distinguerla dalla Torah orale, che comprende le tradizioni e i commenti applicativi dei Maestri. Con il tempo anche la Torah orale è stata posta per iscritto, dando luogo al testo della Mishnah. I cinque libri che compongono il Pentateuco sono Bereshit (Genesi), Shemot (Esodo), Vaykrà (Levitico), Bamidbar (Numeri), Devarim (Deuteronomio). (www.casalebraica.info)

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